IPOTESI DI RIORDINO TERRITORIALE ETNA NORD EST

Con la legge varata dall’Assemblea regionale l’11 marzo scorso vengono cancellate le nove province siciliane, istituiti altrettanti Liberi Consorzi dei Comuni e determinate le città metropolitane di Palermo, Messina e Catania.

In breve, con l’attuale legge ogni singolo comune si ritrova in un ente denominato Libero Consorzio dei Comuni, territorialmente identificabile con la precedente provincia, ma con la possibilità di decidere se costituirne di nuovi o aderire ad un altro libero consorzio, purché sussistano due condizioni: popolazione non inferiore a 180 mila abitanti e continuità territoriale. La costituzione di un nuovo libero consorzio o l’adesione ad un altro, diverso da quello di appartenenza, non è ammessa se per effetto del distacco nel libero consorzio di provenienza la popolazione risulta inferiore a 150 mila abitanti o ne viene interrotta la continuità territoriale. Le delibere comunali ultime in ordine di tempo, presumo quindi, non avrebbero efficacia nel caso in cui nello stesso tempo venisse meno uno dei due requisiti.
Il comune con maggior numero di abitanti assumerà il ruolo di capofila del libero consorzio.
I comuni ricadenti all’interno delle città metropolitane possono deliberare il distacco da esse, a condizione che non venga interrotta la continuità territoriale, convergendo nel libero consorzio dell’ex territorio provinciale residuale e acquisendo la possibilità di deliberare da ente comunale in un Libero Consorzio dei Comuni, come precedentemente descritto.

Per quanto riguarda il territorio sud-est dell’isola, oggetto di interesse, nei primi mesi alcuni comuni hanno preso delle decisioni chiare ed immediate valutando la possibilità di consorziarsi liberamente.

Acireale (9 aprile) ed Aci Catena (16 aprile) hanno immediatamente deliberato la fuoriuscita dalla città metropolitana di Catania per confluire nel Libero Consorzio dei Comuni dell’ex provincia.

Gela (29 maggio) ha deciso di staccarsi dal Libero Consorzio dei Comuni dell’ex provincia di Caltanissetta e di consorziarsi, nell’ipotesi di referendum favorevole (13 luglio), in quello dell’ex provincia di Catania.

Taormina (28 giugno) ha preferito deliberare a favore del libero consorzio staccandosi dalla città metropolitana di Messina.

A mio parere, ritenendo le città metropolitane ed i liberi consorzi enti territoriali di pari grado, la città metropolitana di Catania dividerebbe in due il libero consorzio dell’ex provincia dando vita a due liberi consorzi, uno a sud ed uno a nord.

Nell’attesa che i Sindaci e le amministrazioni trovino accordi che siano convenienti in ogni loro aspetto per le comunità rappresentate, vengono proposte in questo articolo delle diverse ipotesi personali di Libero Consorzio dei Comuni:

a)      Libero Consorzio Jonico (12 comuni, 195.000 abitanti circa, 213 kmq circa): Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Giarre, Mascali, Milo, Riposto, Santa Venerina, Sant’Alfio, Valverde.

b)      Libero Consorzio Jonico-Etneo (18 comuni, 234.000 abitanti circa, 659 kmq circa): Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Mascali, Milo, Piedimonte Etneo, Randazzo, Riposto, Santa Venerina, Sant’Alfio, Valverde.

c)       Libero Consorzio Mare dell’Etna (28 comuni, 344.000 abitanti circa, 1166 kmq circa): Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Bronte, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Maniace, Mascali, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Randazzo, Riposto, San Giovanni La Punta, San Gregorio, Santa Venerina, Sant’Alfio, Trecastagni, Valverde, Viagrande, Zafferana Etnea.

d)      Libero Consorzio della Costiera Jonica e dell’Etna (64 comuni, 428.000 abitanti circa, 2028 kmq circa). 28 comuni della ex provincia di Catania: Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Bronte, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Maniace, Mascali, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Randazzo, Riposto, San Giovanni La Punta, San Gregorio, Santa Venerina, Sant’Alfio, Trecastagni, Valverde, Viagrande, Zafferana Etnea. 36 comuni della ex provincia di Messina: Alì, Alì Terme, Antillo, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Cesarò, Fiumedinisi, Fondachelli Fantina, Forza D’Agrò, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Graniti, Itala, Letojanni, Limina, Malvagna, Mandanici, Mojo Alcantara, Mongiuffi Melia, Motta Camastra, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Roccella Valdemone, San Teodoro, Santa Domenica Vittoria, Santa Teresa di Riva, Sant’Alessio Siculo, Savoca, Scaletta Zanclea, Taormina.

CONSORZIO IPOTESI ACIREALE-TAORMINA-ETNA

(clic sull’immagine per scaricarla)

Maurizio Nicolosi
Acireale, 05 luglio 2014

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