IN SICILIA SOLTANTO PALERMO SAREBBE CITTA’ METROPOLITANA!

IN SICILIA 1/3 DELLE CITTA’ METROPOLITANE DELLO STIVALE?

Nel 1947 le regioni italiane proposte furono  ben 22: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli, Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Salento, Lucania, Calabria, Sicilia, Sardegna.
Al momento della votazione furono costituite 19 regioni: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzi e Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.
Nel 1963 il Molise conquistò l’indipendenza e le regioni italiane, da quell’anno ad oggi, sono 20: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.
Di queste, 5 sono regioni a statuto speciale: Friuli-Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna, Trentino Alto-Adige, Valle d’Aosta.

In ogni regione si ha un capoluogo ubicato nelle città di maggiore dimensione per 17 regioni su 20: fanno eccezione l’Abruzzo il cui capoluogo è L’Aquila, mentre la città più popolosa è Pescara, e la Calabria, con capoluogo Catanzaro mentre la città più popolosa è Reggio Calabria. La Valle d’Aosta non è suddivisa in province e quindi Aosta è provincia e contemporaneamente capoluogo.

Le province italiane dal 1861 al 2009 sono diventate da  59 a 110, quasi raddoppiate in un secolo e mezzo.
Di queste, 2 sono province autonome: Bolzano e Trento.
In questi anni son diventate province piccoli comuni preferendo l’indipendenza territoriale e gestionale con un rapporto di collaborazione e di reciproco rispetto identitario, ad esempio: nel 2001 Ogliastra (attualmente 57.000 abitanti) con capoluogo di provincia le città di Tortolì (11.000) e Lanusei (5.400), Medio Campitano (100.000) con capoluogo di provincia le città di Sanluri (8.500) e Villacidro (14.100), Carbonia-Iglesias (128.000) con capoluogo di provincia le città di Carbonia (29.000) e Iglesias (27.200), Olbia-Tempio (158.000) con capoluogo di provincia le città di Olbia (58.800) e Tempio Pausania (14.300) in Sardegna; nel 1970 Isernia (87.000) con capoluogo di provincia la città di Isernia (21.900) in Molise; nel 1946 Aosta (128.000) con capoluogo di provincia Aosta (34.700) in Valle d’Aosta; nel 1927 Gorizia (141.000) con capoluogo di provincia la città di Gorizia (35.100) in Friuli-Venezia Giulia, Nuoro (158.000) con capaluogo di provincia la città di Nuoro (37.100) in Sardegna, Rieti (159.000) con capoluogo di provincia la città di Rieti (47.600) nel Lazio; nel 1995 Verbano-Cusio-Ossola (158.000) con capoluogo di provincia la città di Verbania (30.900) in Piemonte; nel 1992 Vibo Valentia (163.000) con capoluogo di provincia la città di Vibo Valentia (34.000) in Calabria; nel 1974 Oristano (163.000) con capoluogo di provincia la città di Oristano (33.600) in Sardegna; e così via fino a giungere alla più piccola provincia in Sicilia, in termini di abitanti, istituita nel 1927 Enna (172.000) con capoluogo di provincia la città di Enna (28.100).

La sola città di Aci (Aci Bonaccorsi, Aci Castello con Aci Trezza, Aci Catena con Aci San Filippo e Aci Santa Lucia, Aci Sant’Antonio, Acireale con Aci Platani, Santa Venerina e Valverde) con la propria storia, tradizione e cultura, totalmente differente da quella di altre città viciniore, conta 136.700 abitanti con Acireale più popolosa (52.800).

Italia regioni province città metropolitane 15_rit

Nel 2014 con la Legge Delrio sono state istituite 10 città metropolitane nell’intero stivale: Roma Capitale (4.437.000 abitanti), Milano (3.190.000), Napoli (3.128.000), Torino (2.293.000), Bari (1.261.000), Firenze (1.007.000), Bologna (1.003.000), Genova (864.000), Venezia (858.000), Reggio Calabria (559.000). Le regioni a statuto speciale possono istituire le proprie città metropolitane.

Nel Friuli-Venezia Giulia nel 1988 è stato avviato un processo normativo per istituire la città metropolitana di Trieste, ma nel 2006 queste disposizioni sono state abrogate e contestualmente inserita la possibilità di istituire città metropolitane nella regione, riconoscendo il potere di iniziativa ai comuni capoluogo. Non è mai stata istituita e tutt’oggi è un argomento di scarso interesse.

In Sardegna nel 1997 è stata avviata la legge regionale che prevedeva la possibilità di istituire la città metropolitana di Cagliari. Non è mai stata istituita e tutt’oggi è un argomento di scarso interesse.

In Sicilia…CATASTROFE! La prima regione di Italia ad aver abolito le province con due successive leggi-scarabocchio, contraddittorie tra loro, con la seconda addirittura impugnata dal Consiglio dei Ministri. Province sostituite da 6 liberi consorzi e ad ogni costo da 3 città metropolitane, ovvero quasi 1/3 di quelle dell’intero stivale: Palermo (capoluogo di regione con 1.276.000 abitanti), Catania (1.116.000) e Messina (647.000).

Mentre Messina ha cercato di compiere il suo percorso nell’indifferenza delle comunità, Catania in tutti i modi ha cercato di calamitare a sé più comuni possibili per aumentare il numero di abitanti della città metropolitana e di cercare di eguagliare o addirittura superare quella di Palermo, nonostante diversi comuni avessero già acquisito con la prima legge il diritto di distacco dalla città metropolitana e di fatto acquisendo il diritto di far parte del libero consorzio del territorio residuale della ex provincia. Sembrerebbe quasi, sottolineo sembrerebbe, una lotta interna di potere e di rivalsa della piccola città di Catania (315.000 abitanti) nei confronti del grande capoluogo di regione (676.000, più del doppio).

In questo momento di allegorica confusione siciliana a piangerne le conseguenze, ovviamente, sono i comuni inglobati nelle città metropolitane, nonostante non abbiano alcuna intenzione di essere annullati all’interno di tali enti.

E ciò di cui c’è da meravigliarsi è sul come mai in un’unica regione verrebbero forse istituite ben 3 città metropolitane (oltre alla vicina Reggio Calabria, scoprendosi improvvisamente la regione più super-mega-europea!) e non soltanto quella di Palermo, dato che nel resto del Paese si potrebbe dare la precedenza ad altri capoluoghi di regione, e come mai, nello specifico di mio interesse, nessun politico acese in passato ha mai mosso un dito per dare ad Acireale il giusto ruolo di provincia e nei giorni nostri nessuno fa qualcosa per difendere il ruolo di comune capofila del Libero Consorzio Acese Ionico Etneo, già di fatto istituitosi con la prima legge regionale, preferendo invece essere succubi della forse futura città metropolitana di Catania divenendone periferia.

Le mani sulla città metropolitana

(Immagine tratta da “Le mani sulla città” di Francesco Rosi 1963)

(Pasolini e…”la forma della città” 1974)

Maurizio Nicolosi (blogger)
Acireale, 17 ottobre 2015

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