ON. BASILIO CATANOSO: “CON LA SCELTA TRA DUE INUTILI MALI, PARTE ANCHE IN SICILIA IL DOPO PROVINCE: UN’ALTRA LEGGE VERGOGNOSA CHE SIMBOLEGGIA I GOVERNI DEL DUO RENZI-CROCETTA, E DEL CENTROSINISTRA”

Sulla vicenda dell’abolizione delle province, il primo errore è stato quello di cancellarle senza avere tra le mani un vero progetto alternativo, così come ha voluto fare Renzi sulla spinta dei pentastellati.

Questa scelta ipocrita del centrosinistra non ha fatto risparmiare soldi e alla fine toglierà ancora pezzi al rapporto diretto tra i cittadini e le istituzioni, al contempo cancellando tradizioni di interi territori e identità dei comuni che non avranno modo di autodeterminarsi.

L’idea di un “supersindaco” che dal capoluogo comandi tutto il territorio delle province è una aberrazione e, alla prova dei fatti, sarà una strada che porterà allo sfascio, all’abbandono di intere zone (il sindaco di Catania che non riesce a dare risposte ai propri concittadini nemmeno per la normale amministrazione, dovrebbe diventare il “supersindaco” che deve pensare ai bisogni dell’ex Provincia regionale??? Ridicolo!).

L’approvazione di ieri della Legge all’Ars, è vero che avvia la possibilità di attivare anche in Sicilia la famigerata “Riforma Delrio” ma è solo l’ultima puntata della tragedia “crocettian-renziana” che stiamo subendo.

Il vero problema, come detto prima, è stato non avere un progetto alternativo definito che rispettasse il principio democratico del voto per la sostituzione delle Province che, la fantasiosa smania pubblicitaria dei pentastellati, ha imposto a Renzi e al Pd.

Ieri l’Ars ha deciso solo la “governance” necessaria per il funzionamento, cioè chi dovesse essere il futuro “super amministratore”, chiamando a questa responsabilità il sindaco della città capoluogo e non, come avrebbero voluto alcuni parlamentari (vogliosi di “spazi”, tipici della prima Repubblica), la possibilità di elezione di altri sindaci (ad esempio il sindaco del comune più piccolo della Provincia, Milo per intenderci…!). Si sarebbe così aperto nuovamente il “mercato delle vacche” tra i vari partiti e le varie componenti politiche.

E in tal senso ho potuto notare con piacere il voto contrario di parecchi amici parlamentari regionali di Forza Italia, tra cui l’on.Assenza di Ragusa, l’on. Savona di Palermo, l’on.Formica di Messina, e l’astensione motivata dell’amico on. Papale che conosce bene la situazione di Catania… A questo proposito, ognuno si assuma le proprie responsabilità!

A livello nazionale il mio Gruppo si è opposto a questa legge e tutti abbiamo votato contro; a livello regionale il gruppo di Forza Italia si è opposto al recepimento della legge renziana sulle città metropolitane (votando contro alle leggi 7 e 8 del 2014 e uscendo dall’aula per protesta sulla legge 15 del 2015) e, come sopra spiegato, ieri si è infine diviso sull’inutile scelta tra i due mali. In verità, io che alla Camera dei Deputati sono stato contrario e che continuerò nella battaglia contro questo ulteriore sfregio alla democrazia, se fossi stato all’Ars mi sarei espresso come gli amici su elencati.

La possibilità di scelta tra le due opzioni previste dall’emendamento unico di ieri, non avrebbe potuto far altro che produrre una schifezza: in pratica la scelta era tra una elezione di secondo livello tra gli “addetti ai lavori” (con ciò che comporta…) e il potere assoluto del sindaco della città capoluogo (che, voglio sottolineare per fare capire l’assurdità,  è eletto non dai cittadini della provincia ma solo da quelli del capoluogo).

L’unica cosa da fare adesso è pensare al futuro. Bisognerà cancellare questa norma orrenda e pensare alla sostituzione di essa con un progetto che miri seriamente alla attribuzione delle competenze delle ex  Province ad un organismo che possa rispondere  al popolo e non alla nomenclatura dei soliti noti.

A questo proposito, annuncio che nel lavoro di elaborazione e stesura del programma di Forza Italia per le elezioni regionali, che sto preparando assieme al collega sen. D’Alì, sarà inserita una idea alternativa a questa vergogna che si chiama “Città metropolitana”.

Ma fino a quando non potremo riscattarci con le prossime elezioni regionali, l’unica cosa da fare è scommettersi politicamente sull’avvio, a tutti i costi, delle procedure di organizzazione e istituzione di “liberi consorzi”, comunque previsti da questa brutta legge, che potrebbero mettere insieme zone simili con un denominatore comune culturale, ambientale e che rispetti le varie identità e le esigenze dei singoli comuni.

On. Basilio Catanoso (Deputato alla Camera FI)
Acireale, 11 maggio 2016

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