ACIREALE, SABATO 4 MARZO “SCIASCIA: LA SICILIA, LA MEMORIA, IL SUO CUORE”

MARZO 2017 AD ACIREALE È IL MESE DELLA CULTURA. In programma ci sono 30 appuntamenti convegni, dibattiti e riflessioni dedicati alla letteratura siciliana, alla fumettistica, all’attualità, all’arte e alla storia. Agli incontri, promossi dalla Città di Acireale, parteciperanno studiosi, giornalisti, artisti e scrittori che si confronteranno con la città e con gli studenti delle scuole superiori.

La giornata di sabato 4 marzo sarà dedicata al grande scrittore e intellettuale del novecento Leonardo Sciascia.

Il programma prevede:
Ore 10.00 Cinema Margherita, via Cavour
PROIEZIONE DEL FILM “PORTE APERTE” per gli studenti delle scuole superiori
Un film di Gianni Amelio del 1990, ispirato all’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. Introduzione di Rosario Castelli, professore di lettere all’Università di Catania.

Palermo degli anni Trenta, un uomo uccide tre persone, ma un “piccolo giudice” è determinato a opporsi, sia pure rispettando la legge vigente, a un sin troppo annunciato verdetto di condanna alla pena di morte. Non è un tribunale, però, il punto culminante di Porte aperte, il film tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, bensì una grande sala piena di libri, una sorta di tempio laico in cui il silenzio assordante del pensiero si oppone alla prepotenza della politica. La grossolana insofferenza verso la connivente impenetrabilità del Potere, ancora presente in altre pellicole tratte dalle tante opere dello scrittore siciliano – Il Giorno della civetta, Cadaveri eccellenti, Todo modo – si rovescia qui nell’allusiva rappresentazione dell’ambiguità delle connivenze occultate, della distrazione colpevole, della corruzione in buona coscienza. Il rovente tema dell’inciviltà della pena di morte, utile grimaldello di ogni autoritarismo finalizzato a una malintesa idea di preservazione dell’ordine e della sicurezza, è rappresentato dal regista Gianni Amelio con il distacco e la lucidità necessari ad ogni battaglia civile, cogliendo il nucleo profondo del discorso nel momento in cui alla pigrizia intellettuale e alla prepotenza politica è contrapposta la coscienza di un magistrato qualunque, con la sua cultura, la tradizione di civiltà depositata nei libri che legge. Ed era proprio questa fiducia nel primato della Letteratura come strumento di smascheramento dei lati occulti della retorica dominante, come unica forma di conoscenza possibile della realtà, a far preferire a Sciascia la definizione di “uomo di lettere”, di individuo cioè che usa le parole per diagnosticare i mali, senza pretendere d’imporre i rimedi che competono invece a chi governa, alieno da ogni fanatismo e detentore di un capitale simbolico che è unicamente quello della parola letteraria, con il proprio bagaglio di valori universali ed eterni.

Ore 17.30 Antisala Consiliare –Palazzo di Città
CONVEGNO:
“SCIASCIA: LA SICILIA, LA MEMORIA, IL SUO CUORE”
Introduce:
Nicola D’Agostino
Sui temi della mafia, della politica, della letteratura.
Interverranno:
Giuseppe Savoca, prof. emerito di letteratura italiana moderna e contemporanea,
Antonio Di Grado, prof. ordinario di letteratura italiana,
Antonio Sichera, prof. ordinario di letteratura Italiana contemporanea,
Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera

Il punto su Sciascia, a trent’anni dall’articolo intitolato redazionalmente “I professionisti dell’antimafia”, non può che partire dalla constatazione che il suo messaggio è, e sarà, ancora attuale e fecondo, soprattutto perché si presta a interpretazioni diverse. Nuove letture dell’opera e approfondimenti critici in corso stanno illuminando sempre meglio la complessità e ricchezza di pensiero e di poesia di un grande intellettuale europeo, che dichiarava con orgoglio: «Io scrivo dalla Sicilia, della Sicilia, per la Sicilia». Sciascia è lo scrittore del Novecento che meglio ha espresso il doloroso amore per la propria terra e i propri padri (Pirandello in primis), e la difficile speranza che la memoria abbia un senso e un futuro. Come epigrafe per la sua tomba scelse il verso di Villiers de l’Isle-Adam «Ce ne ricorderemo di questo pianeta», in cui, come sappiamo da un appunto familiare, il laico Sciascia nascondeva una sua forma di adesione alla scommessa per l’infinito di Pascal. Questo incontro acese inserisce al centro dell’unica raccolta di poesie sciasciane (La Sicilia, il suo cuore) la parola chiave “memoria”, essenziale per significare il dramma dell’essere siciliani (dell’essere uomini), fatalmente attratti da un passato di errori e miserie scambiati per grandezza, e insieme felicemente ostinati a sognare, e forse anche a costruire, un presente-futuro di riscatto. È per questo che, interrogandosi instancabilmente sulle ragioni storiche e sociali del degrado di una Sicilia tormentata e ancora irredenta, e superando col cuore il pessimismo della ragione, Sciascia poteva dire: «Qualche speranza c’è ancora». Non è poi un caso che l’ultima sua opera, A futura memoria, esprima, e non solo nel titolo, una forte apertura verso il futuro dei figli.

U.S. Città di Acireale
Acireale, 02 marzo 2017

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...